Abolizione del valore legale della laurea: perché molti non sono favorevoli

Pubblicato il da margheritedigitali

A quanto pare una delle riforme sulla scuola e sul sistema dell’istruzione che sarà portata avanti dal governo Monti con l’emanazione del Decreto Legge sulle semplificazioni sarà l’abolizione del valore legale della laurea. Questo significa che il voto di laurea non avrà più nessun valore ai fini del punteggio nei concorsi pubblici. Inoltre anche lauree diverse, come Giurisprudenza e Scienze politiche, peseranno in modo uguale nei concorsi, cioè basterà possedere il titolo. La laurea in medicina viene comunque esclusa.

Lo scopo sarebbe quello di dare più valore alla preparazione del candidato al momento del concorso, piuttosto che ai suoi studi passati e al suo “pezzo di carta”.

Le polemiche suscitate dalla riforma

 

La futura riforma ha suscitato diverse polemiche, infatti in questo modo i più bravi non vengono premiati, anche rispetto a chi si è laureato con il minimo dei voti.

Altro problema è che, se lauree come Storia dell’Arte e Scienze politiche vengono equiparate, c’è il rischio che i posti di pubblico impiego siano occupati di fatto da persone che non hanno i requisiti per svolgere certe mansioni. Inoltre non si darebbe il giusto valore alla diversa qualità e quantità dello studio.

 

La riforma, allo stesso, tempo potrebbe portare, come conseguenza positiva, all’aumento di laureati in settori diversi da quelli che tradizionalmente hanno più iscritti, come Giurisprudenza.

Comunque sarà introdotto un nuovo metodo per valutare le diverse lauree: l’Anvur (Agenzia per la valutazione del sistema universitario) avrà il compito di stilare un ranking delle università, così la laurea sarà valutata in base al rank dell’università che l’ha rilasciata. Anche in questo caso sorgono delle obiezioni perché non è giusto penalizzare un laureato solo perché non ha potuto permettersi di studiare nella migliore università.

Inoltre, se il voto di laurea non conterà più nulla, probabilmente ci sarà un forte aumento delle raccomandazioni. Queste novità riguardano solo il settore pubblico, infatti nulla cambierà nel privato.

 

http://www.guastalla5stelle.org/wp-content/uploads/2012/01/UNIVER1.jpg

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:

Commenta il post

Lauren V 02/01/2012 17:55

spero che questo decreto non passi assolutamente... se passasse, la laurea non conterebbe più nulla e gli uffici pubblici sarebbero pieni di persone incompetenti. non sono questi i metodi per
uscire dalla crisi e risolvere la disoccupazione.

margheritedigitali 02/02/2012 09:40



Ciao Lauren, sono d'accordo con te. Non trovo giusto che i voti conseguiti con anni di studio poi non siano valorizzati, così alla fine si rischia di ridurre la laurea davvero ad un misero foglio
di carta. E poi chi può davvero permettersi di studiare nei migliori atenei, ovvero in quelli privati?